L’ANELLO DEL POSET

       

STORIA

Fino agli inizi anni ’80 non era possibile raggiungere in macchina la località Poset, che si trova sotto il Monte Vallina, ad una quota di 870 metri. Questo idilliaco gruppo di case con una vista meravigliosa sulla pianura e perfino la laguna di Venezia era raggiungibile solo a piedi lungo due sentieri. Il primo e più antico, che partiva da Riva Grassa, il secondo, meno impegnativo e più breve incominciava sotto i Mas a Milies, subito dopo l’osteria da Romolet. Esso proseguiva diritto per alcune centinaia di metri fino alle case Berra per poi svoltare a sinistra, con poca salita si arrivava alle case dei Mei (Poset). Lungo i pendii soleggiati sopra Milies diversi erano i casolari sparsi adibiti un tempo alla fienagione o pascolo estivo, dopo il loro abbandono avvenuto negli anni ’50 è cresciuto in fretta un ottimo bosco di piante miste, non da meno i pini, che erano stati piantati dalla forestale. Agli inizi degli anni ’80 si decise di costruire una strada bianca, che desse accesso alla montagna anche in caso di incendio. Questa strada arriva oggi fino al Col da Fì per dare accesso anche al Monte Vallina e poco prima ad una curva ad angolo retto si snoda a sinistra portando alle case di borghetto Poset. Il percorso che partiva dai Mas venne così abbandonato e la natura se ne appropriò.

PROGETTO DELL’ASSOCIAZIONE

L’intento della Associazione Culturale Borgo Milies è quello di rendere ancora agibile questo bel tratto, che si snoda pianeggiante lungo il bosco e lo attraversa permettendo delle bellissime vedute su Milies ma anche sui monti opposti Molvine e Cesen. Nell’ inverno passato alcuni soci hanno fatto una traccia, pulendo il sentiero dagli alberi caduti. Ci sono ancora molti lavori da eseguire, che ci ripromettiamo di ultimare nei prossimi mesi.

IL PERCORSO

L’Anello del Poset si svolgerebbe partendo da Piazza Tigli a Milies, prosegue fin dopo l’Osteria da Romolet, si immette nella prima stradina a sinistra per proseguire diritto fino alle case Berra, gira nuovamente a sinistra e va avanti fino a giungere alla località Poset, qui oltrepassate le case, dopo poco passi, al capitello imbocca il sentiero verso sud. Da qui si godono degli straordinari panorami su Vas ed il fiume Piave. Una volta arrivati alle Miliane svoltando a sinistra si passa sotto le case e si prosegue per la strada bianca (costruita una ventina di anni fa) e dopo una mezz’oretta si arriva di fronte all’Osteria da Romolet e si prosegue fino a Piazza Tigli, punto di partenza. La lunghezza totale è di circa 6 chilometri ed il dislivello di 200 metri, ciò nonostante alcuni punti del percorso non sono semplici e richiedono impegno ma ne vale la pena per conoscere il territorio con la sua flora e fauna nonché godere delle eccezionali panoramiche sopra l’anfiteatro del Borgo.

PULIZIA DEL PERCORSO DAL MAS ALTO AL POSET

Il tragitto fino al Mas Alto segue la mulattiera usualmente frequentata, a partire dalle case Berra era completamente pieno di rovi, che si erano formati da precedenti disboscamenti e ramaglie. Con molto impegno e duro lavoro siamo riusciti a liberare il percorso e renderlo agibile. In alcuni punti in pendenza più ripida  abbiamo messo supporti per l’appoggio ed abbiamo cercato di rendere ben percorribile tutto il tratto nel bosco fino alle case del Poset, dove esce il sentiero.

 

In un secondo momento abbiamo eseguito le misuraazioni necessarie con lo strumento misuratore GPS, che ci serviranno per i cartelli indicatori. Non da ultimo abbiamo marcato tutto questo pezzo di viottolo con nastri e indicazioni sui sassi in colore rosso. I lavori di miglioramento proseguiranno finchè il bel tempo lo permette. 

 

 

 




 

Mariano Donadini

Mariano Donadini, nato a Valdobbiadene nel 1939, fin da bambino ha dimostrato un grande talento per
la pittura. Alla tenera età di otto anni venne mandato a fare il garzone presso il fiorista di Valdobbiadene
Toni Baratto, che dipingendo lui stesso, riconobbe subito la bravura artistica di Mariano e gli regalò
tutto il necessario per dipingere. Questo gesto agevolò l’inizio di una grande carriera.
In ogni momento libero dal lavoro Donadini dipingeva e raccolto insieme abbastanza denaro frequentò
l’accademia a Roma nei corsi di pittura e disegno. Durante un suo soggiorno a Luxemburgo conobbe
un pittore romagnolo, che si offrì di vendere le sue tele a Düsseldorf in Germania. Nel 1966 Donadini
espose per la prima volta in una mostra a Luxemburgo. Nel 1970 seguì un’esposizione di ope-
re a Bonn e poi a Marsiglia. Da questo momento critici italiani e stranieri dimostrarono interesse per
le sue opere ed innumerevoli sono le riviste italiane e straniere, che hanno parlato di lui.
Con commenti come: “Quanti momenti sono lo specchio in cui i dipinti di Mariano Donadini spie-
gano tutta la struggente sensibilità di un’anima intimamente pittorica”, ed ancora “Donadini Mariano è
figlio di una terra che si apre verso il mondo magico della poesia, espressa con il colore e le forme
sempre rinascenti e sempre rinnovate dell’arte pittorica”.
Le opere di Donadini sono sparse in tutto il mondo. Egli ha ricevuto numerosi premi, citiamo il più im-
portante, che da solo descrive la bravura di Mariano: “Riconoscimento Mondiale Pantheon d’Oro Targa”.
Anche nell’ambito del restauro Donadini ha acquisito molta esperienza e si è fatto un nome
nell’ambito del restauro di opere del ‘600.
Associazione Culturale Borgo Milies

 
Benedizione del Capitello sui Mas restaurato

Domenica 8 agosto è stata benedetta da don Gabriele, parroco di Segusino, la nuova pala eseguita in base alla ricostruzione dell’esistente. La cerimonia, che è stata allietata dai canti della corale di San Liberale di Rustega di Camposampiero ha visto la presenza di molte persone, accompagnate dal gruppo Nordic Walking di Segusino. La ricostruzione della pala era stata eseguita dalla dott.Giulia Gabellone e il maestro Mariano Donadini di Valdobbiadene, che vanta il Riconoscimento Mondiale Pantheon d’Oro Targa, ne ha eseguito il dipinto. La pala originale è stata messa in sicurezza al fine di non ricevere più ingiurie climatiche e alla dovuta distanza è stata poi posta la nuova.

 
Il lavoro al Capitello sui Mas non si ferma
 
Dopo un inverno ricco di neve e con temperature mattutine gelide finalmente a metà febbraio il sole è riuscito a spolverare il manto bianco. Ecco che la mano scaltra e laboriosa di alcuni soci si è messa all’opera realizzando una lunga panca a sedere per tutti coloro che visiteranno il sito votivo. Per il capolavoro è stato usato il tronco di un abete cresciuto vicino al capitello e rami di frassino sempre della zona.
 
 
 
 
 
 
Prosecuzione lavori Capitello sui Mas
 
Abbiamo provveduto a tagliare i cespugli ed anche alcuni alberi adiacenti al capitello. Ora la muratura rimane asciutta e la circolazione d’aria ne rafforza la salvaguardia. Vicino al sito votivo sono state piantate anche due rose canine, come un tempo era uso fare. L’inverno è arrivato anche a Milies ma i lavori di recupero e ristrutturazione continuano.
 
Restauro del capitello sui Mas
 

Mas come la parola stessa lo rivela significa grosso blocco o frammento di roccia. Sopra Milies, lungo i pendii meridionali del Monte Doc, c’è una località che si chiama “I Mas de Vese”. In questa proprietà si trova un capitello. Pochi, attualmente, sono a conoscenza del Capitello sito sui Mas, esso infatti si trova in mezzo al bosco, dove un tempo l’erba veniva falciata e le capre andavano al pascolo. Oggi nel territorio incolto ed abbandonato crescono larici, faggi, frassini ed abeti.

L’Associazione culturale Borgo Milies in accordo con il proprietario del terreno si è prefissata di restaurare il sito di culto e renderlo accessibile al pubblico, affinché gli escursionisti vi possano far visita e sostare in un momento di raccoglimento nel luogo, un tempo, devoto alla popolazione locale.

Dopo alcuni mesi di studio e lavori abbiamo incominciato con successo a riparare il tetto della struttura. Esso riportava un buco nell’ala sinistra, dove addirittura avevano fatto il nido i ghiri.

Le pareti esterne erano marce, la muratura si sgretolava e lasciava infiltrare molta umidità che, ha intaccato in modo alquanto visibile la pala. Il dipinto è stato ulteriormente danneggiato anni fa, probabilmente nell’intento di qualche persona di arginare un buco esistente nella muratura. L’affresco rappresentante Maria, un santo, che porta un giglio alla sua destra, ed al centro un bambino di circa 8 onni. Dopo attente osservazioni nel santo si è riusciti ad identificare la figura di San Giuseppe. Sembra quasi che l’autore abbia riportato sulla parete la figura di uno di quei santini, che erano molto diffusi anni fa. I credenti li tenevano in mano e pregavano affinché un loro desiderio andasse a buon fine. A Milies erano diffuse le rogazioni e si svolgevano con un corteo che partiva dalla chiesetta di Santa Maria Ausiliatrice in direzione dei capitelli. I partecipanti pregavano e chiedevano a Dio e ai santi, soprattutto a Sant’Antonio, un proficuo raccolto ed invocavano la pioggia nei periodi di siccità.

 

 

Prossimamente taglieremo alcuni cespugli ed alberi che circondano il capitello, affinché ci sia una maggiore circolazione d’aria ed i raggi di sole possano filtrare dentro il bosco, che accerchia il sito.